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La Fortezza fino ai giorni nostri

Con la fine della dinastia medicea e il passaggio del Granducato di Toscana ai Lorena, la Fortezza Vecchia divenne sede di una caserma militare (1769) per nobili, al fine di formarli ufficiali dell’esercito toscano. Successivamente diviene l’alloggio degli ultimi schiavi e “bonavoglie” liberati dopo la soppressione del Bagno penale. Durante l’occupazione napoleonica, i bastioni furono sopraelevati con un alto muro di coronamento con feritoie per fucileria e l’apertura di numerose e caratteristiche bocche per i cannoni. Nello stesso periodo sulla sommità del Mastio fu posto un telegrafo visivo.

Parzialmente adibita a prigione (vi sarà recluso per breve tempo anche Francesco Domenico Guerrazzi) e inglobata successivamente nell’area doganale del porto, la fortezza, negli anni che vanno dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento, subì numerose modifiche con l’apertura di nuovi varchi interni ed esterni alla cortina muraria.

La seconda guerra mondiale causò danni ingentissimi, distruggendo quasi completamente il Palazzo di Cosimo e la maggior parte degli edifici presenti sugli spalti, ad esclusione del possente Mastio di Matilde. A partire dagli anni settanta è stato avviato un impegnativo programma di restauro, che ha recentemente riconsegnato gran parte della complesso alla cittadinanza.

fonte : wikipedia

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